
Gravina di Catania
Descrizione
Le origini della cittadina risalrebbero all'età antica, ad un villaggio menzionato nel I secolo a.C., da Diodoro Siculo, con il nome di Piakos (Πιακοσ), di probabile fondazione sicula, e indicato anche col nome Trinakie (Τρινακιε) da parte dello storico Santo Mazzarino nel XX secolo.[22][23] Secondo lo stesso Mazzarino, Piakos o Trinakie, divenne uno dei villaggi siculi più forti, e ciò spinse Dionisio I, tiranno di Siracusa, a muovere guerra contro di essa nel 404 a.C.: la guerra fu vinta dai Siracusani che saccheggiarono e distrussero il villaggio.[24] Piakos fu successivamente ripopolata da genti provenienti da Naxos e Katane, distrutte dai Siracusani nel 403 a.C..
In epoca romana, tra il III e IV secolo a.C., sotto l'imperatore Costantino I, Piakos, sarebbe diventata una delle massae (casali) situate nelle vicinanze di Catania, donate alla Santa Sede.[26] Gli stessi casali catanesi furono demanializzati nell'VIII secolo in epoca bizantina[26], epoca in cui ebbe l'appellativo di pólis Sichelías (πόλις Σιχελίας)[22]; nel X secolo, con la successiva dominazione saracena, il casale fu inserito amministrativamente nel Val Demone.
(Per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Gravina_di_Catania)