
Dolianova
Descrizione
I ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti umani sin dalla preistoria, specie nella parte montuosa, dove era facile trovare rifugio e dedicarsi alla caccia. In epoca romana si ebbe lo stanziamento dei Patulcenses Campani, provenienti presumibilmente dalla Campania, citati nella Tavola di Esterzili e secondo alcuni autori localizzabili nell'attuale agro di Dolianova.
Orecchini a pendente a pelta in oro e paste vitree, da Bruncu e' s'Olia-Dolianova, VI-VII secolo. Museo archeologico nazionale di Cagliari I primi documenti su Dolia risalgono però al 1089, quando il vescovo Virgilio firmò l'atto di fondazione dei monasteri dei santi Giorgio e Genesio, creati per volontà di Costantino I Salusio II, giudice di Cagliari.
L'attuale centro è formato da due paesi, San Pantaleo e Sicci San Biagio, risalenti al periodo giudicale. Entrambi i paesi appartenevano al Giudicato di Cagliari e facevano parte della curatoria del Parteolla. Alla caduta del giudicato (1258), in epoca prima pisana poi aragonese, San Pantaleo divenne un feudo del vescovo di Suelli e successivamente del vescovo di Cagliari, mentre Sicci formò nel 1355 una baronia, concessa in feudo a Raimondo de Amburra; dopo varie vicissitudini passò sotto la signoria dei Tellez - Giron. Nel 1503 la diocesi di Dolia fu unita all'arcidiocesi di Cagliari. Entrambi i paesi furono riscattati ai rispettivi feudatari nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.
(Per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Dolianova)