
San Giorgio Ionico
Descrizione
Testimonianze per lo più incomplete e frammentarie, costituite da reperti venuti alla luce nel corso di scavi eseguiti in diversi tempi e in diversi luoghi, permettono di ricostruire, seppur con molta approssimazione, il passato della cittadina ionica. I segni di una costante frequentazione antropica, del periodo preistorico e paleostorico, sono affiorati con il ritrovamento di porzioni di villaggi del neolitico, dell'età del Bronzo e del Ferro. Nel calcare delle colline sangiorgesi si possono osservare alcune grotte senza dubbio frequentate in età preclassica e riutilizzate successivamente dai monaci basiliani. In queste grotte l'archeologo e biologo marino Pietro Parenzan, durante un'esplorazione, raccolse ossi di fauna quaternaria e qualche strumento litico.[6][24][25] La vasta necropoli rinvenuta nei pressi del monte Sant'Elia testimonia invece i resti di una fortificazione ellenistica (strutture abitative, fosse e tratti di un muro di fortificazione a semicerchio; sepolcreto di datazione VI secolo a.C. - I secolo a.C.[26]). Non a caso la città di San Giorgio, insieme ad altri centri come Leporano, Pulsano, Carosino, Monteiasi, Crispiano e Statte, è situata nella chora tarantina, cioè la zona di sfruttamento agricolo della Taranto magnogreca. La zona in passato fu abitata anche in epoca romana come si evince da ritrovamenti di basamenti di case e ville romane di età imperiale, rinvenuti in diversi luoghi intorno alla città, e in particolare nella necropoli del Feudo. Dal suo territorio passava anche il tratto Taranto – Brindisi dell'Appia antica.