"Il Gobbo del Califfo" di Franco Casavola
Descrizione
Teatro Petruzzelli
Il Gobbo del Califfo
di Franco Casavola
Sabato 23 maggio ore 11.00
Recita aperta al prezzo speciale di € 5,00 solo per i minori di anni 20. I biglietti sono acquistabili al Botteghino del Teatro negli orari di apertura al pubblico.
Opera in un atto su libretto di Arturo Rossato, tratto dalla raccolta di novelle “Le mille e una notte” di Autori vari, nella edizione definitiva del 1400.
direttore MATTEO DAL MASO
regia MARIANO DAMMACCO
scene ANGELO LINZALATA
costumi FRANCA SQUARCIAPINO
disegno luci MARIANO DAMMACCO | ANGELO LINZALATA
maestro del coro MARCO MEDVED
ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO PETRUZZELLI
Soggetto tratto da «Le Mille e una notte», fu rappresentata per la prima volta il 4 maggio 1929 al Teatro dell’Opera di Roma, direttore d'orchestra Gino Marinuzzi.
La vicenda è ambientata in una piazzetta di Bagdad. La finestra della casa del Ciabattino è illuminata, mentre un giovane canta una melodia d’amore accompagnandosi con il liuto. Al sopraggiungere del geloso Ciabattino, il giovane fugge via.
Passa per la strada il Gobbo del Califfo, buffone di corte, e la Ciabattina, annoiata, chiede al marito di invitarlo a cena per distrarsi. Il Gobbo accetta l’invito e mangia e beve fino a strozzarsi con una triglia. Marito e moglie lo credono morto e, temendo la vendetta del Califfo, trasportano il presunto cadavere dietro l’uscio dello studio del Dottore, dove lo lasciano dopo aver suonato il campanello.
Il Dottore, spaventato, lo trasporta a sua volta sul terrazzo di un vicino, che poi lo deposita presso la casa del Mercante. Quest’ultimo lo scopre proprio mentre sta arrivando il Visir. Il Mercante viene condannato all’impiccagione, ma il Barbiere si accorge che il Gobbo non è morto: ha soltanto una spina di triglia conficcata nella gola. Tolta la spina, il Gobbo riprende a respirare e continua la canzone interrotta, seguito dalla folla che inneggia alla gloria di Allah e del Sultano.
L’innamorato rientra in scena con il suo liuto, si rimette sotto la finestra e riprende la canzone che aveva interrotto; ma due guardie lo arrestano. Il testo del libretto si conclude così:
«Il vecchio canto d’amore segue, in stato di arresto, il solo canto che vive eterno ed è sempre giovane: quello del popolo.»
Posizione
- Indirizzo
- 12, Corso Cavour, Quartiere Umbertino, Municipio 1, Bari, Puglia, 70121, Italia
- Organizzatore
- Bari - Teatro Petruzzelli