Milano - Archivio di Stato
L'Archivio di Stato di Milano è un Luogo della cultura del Ministero della Cultura, alle dipendenze della Direzione generale Archivi, deputato a raccogliere, inventariare, conservare e valorizzare documenti originali d'interesse storico e ad assicurarne la consultazione per finalità di studio e di ricerca.
La sua sede è il Palazzo del Senato a Milano, un edificio monumentale ornato da suggestivi cortili con portici a colonne, opera dell'architetto Fabio Mangone (dal 1613), e da un'innovativa facciata barocca sul naviglio curata da Francesco Maria Richini (dal 1632).
L'Archivio di Stato di Milano conserva un patrimonio documentario di circa 50 km lineari, che testimonia la storia della città e del suo Stato lungo quattordici secoli, dal 721 d. C. fino ai giorni nostri: la Cartula de accepto mundio o Mundio di Anstruda, datata 721 d.C., è il documento pergamenaceo più antico conservato in un Archivio di Stato italiano; le più recenti acquisizioni riguardano la documentazione relativa a processi per stragi e terrorismo, alla Loggia massonica P2 e all’Organizzazione Gladio versata da diversi uffici milanesi (oltre ai Tribunali, Questura, Prefettura, Guardia di Finanza, per citarne alcuni).
Il Palazzo fu dapprima sede del Collegio Elvetico (dal 1608) per volontà del cardinale Federico Borromeo; nel ventennio napoleonico del Gran Consiglio degli Juniori della Repubblica Cisalpina (1797 - 1802); poi del Ministero della Guerra della Repubblica Italiana (1802 - 1808); e, infine, del Senato del regno d'Italia (1809 - 1814), organo da cui prese il nome con il quale è ancor oggi noto. Durante il successivo periodo della Restaurazione l'edificio ospitò il Comando Imperiale e la Cancelleria austriaca (1814 - 1816) e divenne poi il Palazzo della Contabilità di Stato (1816 - 1859). Dopo l’Unità d’Italia accolse l'Accademia scientifico-letteraria di Milano (1862 - 1863) e dal 1865, iniziarono le pratiche per rendere il Palazzo sede dell'Archivio di Stato di Milano. Devastanti danni causati dai bombardamenti del 1943 richiesero nel dopoguerra ampi restauri, che ce lo hanno consegnato nella sua attuale bellezza.
