
Brembio
Descrizione
l “locus” di Brembio è attestato almeno dal 1051. In età spagnola, quando il Contado lodigiano fu suddiviso nei Vescovati Superiore, di Mezzo, Inferiore di strada Cremonese e Inferiore di Strada Piacentina, Brembio apparteneva al Vescovato inferiore di strada Piacentina e comprendeva le frazioni Polenzone, Cà de M. Bonone, Vignazza di Brembio, Crocetta de Brembio, Cà de’ Folli (Tassa dei cavalli). Secondo la documentazione inerente alla riorganizzazione territoriale teresiana, nel 1751 il comune aggregava Cassina Crocetta, Cà de Tacchini, Ronchi, Cà de Foli, Pilastrelli, Cà de Vertui, Sabiona, Lovera, Lovirola, Monasterolo, Cassinetta, Cassinetta de Meazzi, Porchirola, Polenzone, Vignazza, Taccadizza, Dossi, Palazzo, Cà del Parto, S.Michele. (Compartimento Ducato di Milano, 1751). Dall’inchiesta disposta nello stesso torno di anni dalla regia Giunta per il censimento non risultano comuni uniti, anche se con Brembio concorrevano alle spese della chiesa parrocchiale alcuni cassinaggi, quali Roncoli, sotto la comunità di Cà de Mazzoli, Polenzone e Codazza sotto la comunità di Grazzanello e Cà del Bosco. La comunità, abitata da 1770 anime, era feudo del marchese Negroli, rappresentato da un podestà, residente a Lodi: a questi e al podestà di Lodi prestava giuramento il console del comune. Il comune era retto da un consiglio generale di 36 membri e da un consiglio particolare di dodici componenti, compresi cinque deputati.