
La Valletta
Descrizione
Il territorio sul quale sorse La Valletta era prima deserto. Parte di esso portava il nome di Xagh-ret Meuuia, che in maltese significa "terreno incolto di Meuia", forse dal cognome di qualche antico proprietario di quei luoghi. La città venne innalzata sul monte Sciberras, la parte più prominente della lingua di terra che divide il Porto Grande dal Porto di Marsamuscetto. Il nome originale di questa zona era Gebel ir-ras, cioè "monte dell'estremità". Tutto lo spazio che andava da questa fino alla punta si chiamava comunemente Il-Guardia (o Il-Uardia) che significa "La Guardia", ovvero il "luogo delle guardie", così chiamato perché anticamente vi si trovava un corpo di guardia che vigilava per eventuali sbarchi clandestini.
La costruzione della città sulla penisola dello Sciberras è stata proposta dei Cavalieri Ospitalieri già nel 1524. Allora, l'unico edificio della penisola era una piccola torre di avvistamento dedicata a Erasmo di Formia (nel luogo in cui oggi sorge Forte Sant'Elmo).
Nel grande assedio di Malta il forte Sant'Elmo cadde ai Saraceni, ma alla fine i cavalieri dell'Ordine ebbero la meglio grazie ai rinforzi siciliani. In seguito la città fu ricostruita, fondata dal Gran Maestro dei Cavalieri Ospitalieri Jean de la Valette, che, il 28 marzo del 1566, ne pose la prima pietra, in quella che poi sarebbe diventata la Chiesa di Nostra Signora delle Vittorie.[9] Il Gran Maestro chiese aiuto a re e principi d'Europa ricevendo molti aiuti grazie alla grande fama ottenuta dall'Ordine durante l'assedio. Papa Pio IV inviò l'architetto militare che ideò la città, il cortonese Francesco Laparelli, mentre Filippo II di Spagna inviò sostanziali aiuti monetari. Quando Laparelli lasciò Malta il lavoro venne continuato dal suo assistente, Girolamo Cassaro, che progettò, tra l'altro, la Concattedrale di San Giovanni e parte delle fortificazioni.
(Per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/La_Valletta)