
Avella
Descrizione
L'antica Abella, il cui abitato in parte coincideva in età sannitica e romana con il più orientale dei due nuclei dell'attuale centro storico, era di rilievo, fra i centri medio-piccoli della Campania antica, anche se superata in importanza e grandezza dalla vicina Nola.
Si trova sulla via che collegava e collega tuttora la pianura Campana con la valle del Sabato e il Sannio Irpino, strada meno agevole della Via Appia (che utilizzava il valico di Arpaia); la posizione e la coltivazione della pregiata nux Abellana (nocciola) (da cui derivano i nomi della "nocciola" portoghese, castigliano, catalano e occitano: avelã, avellana, avelana) costituivano una risorsa economica, alla quale si aggiungevano lo sfruttamento dei boschi e l'allevamento nelle zone più alte.
L'unico avvenimento storico di un certo rilievo di cui si sappia da fonti scritte è la fedeltà a Roma durante la guerra sociale (91-89 a.C.) che fu punita nell'87 a.C. con la distruzione da parte dei sanniti che ancora occupavano Nola.
Un centurione di nome Numerio Marcio Platorio Celere, che in servizio nella Legio XVI Flavia Firma partecipò alle campagne armeno-partiche di Traiano e in base a un'iscrizione fu decorato, proveniva da Avella.
(Per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Avella)