
San Mauro Marchesato
Descrizione
Secondo alcune fonti, non molto dopo la conquista di Niceforo Foca, a causa della caduta di tutta la Sicilia sotto il dominio degli Arabi, arrivarono in Calabria, dalla vicina isola, numerosi profughi cristiani trovandosi buona accoglienza nella diocesi di S.Severina e in quelle vicine. Il paesello dei Mauri, secondo la consuetudine bizantina di dare il nome dei Santi ai luoghi di recente fondazione, fu detto “S.Mauro”, evidentemente per una ragione di omofonia. L’attuale nostra S.Mauro si può tranquillamente considerare, con al sua ubicazione su una collina circondata da valli e dirupi, un tipico “castello” bizantino;. L’insediamento in loco di una popolazione greco-bizantina o la bizantinizzazione della popolazione raccogliticcia ivi residente è resa manifesta soprattutto dalla toponomastica rurale. Si sa che i nomi dati ai terrini sfidano i secoli. Nei documenti del ‘500 e del ‘600 ed ancora oggi sono stati rilevati: “Caravà”, “Ramadà”, Caladìa”, “Varvariti”, Castellace” e tanti altri.
Sopra tutti i toponimi emerge il più antico e il più noto di essi, “Caravà”, che servì a distinguere la nostra Sa.Mauro dall’altra presso Corigliano: “San Mauro de Carava” èinciso sul sigillo dell’Università e lo si legge spesso nei registri Angioni ,Aragonesi e successivi. Gli arabi o Mauri, ai quali abbiamo attribuito il diritto di priorità nella fondazione della cittadina attuale, è noto come essi abbiano poco influito sulla toponomastica dei nostri luoghi.