
Luzzi
Descrizione
Si suppone sorga al posto dell'antica Tebe Lucana fondata nel IV secolo a.C. Attestata nei documenti del XIII secolo come castrum Lucii in Valle Gratis, deve il suo nome, con molta probabilità, alla famiglia normanna di cognome de Luci, Lucij o de Luciis al seguito di Roberto il Guiscardo che la ebbe in feudo. Secondo altri il nome potrebbe derivare dai "lucci", un pesce che popolava il torrente Ilice che scorre a sud del paese, ma questa ipotesi non esclude la precedente. Mentre lo studioso Giovanni Alessio ipotizza un'origine più antica facendo derivare il nome di Luzzi dal praenomen latino Lucius. Dal 1272, il castrum Lucii o castello di Luzzi, risulta in possesso del milites Matteo de Luciis o de Luzzi, la cui famiglia qualche anno prima fu espropriata di tutti i beni e mandata in esilio a Malta per aver partecipato alla congiura dei baroni (1246) nei confronti di Federico II. Papa Innocenzo IV restituì i possedimenti a Pietro de Luciis, già signore di Bisignano e ai suoi figli, tra i quali Matteo, Domino Mattheo de Luciis castrum Lucii restitutum, che risulta in quegli anni signore di Luzzi.
Di particolare interesse sono i resti del grande complesso monastico-religioso dell'Abbazia di Santa Maria della Sambucina, fondata intorno alla seconda metà del XII secolo, divenuta ben presto casa-madre dell'Ordine Monastico Cistercense e prototipo dell'architettura gotico-ogivale nell'Italia meridionale. Nel Medioevo, periodo di suo maggiore splendore, ospitò illustri personaggi storici come il profeta dello Terza età Gioacchino da Fiore, il magister sententiarum Pietro Lombardo ed il famoso glossatore Francesco Accursio.