
Scurcola Marsicana
Descrizione
Le prime tracce di un abitato nel territorio scurcolano risalgono all'età del bronzo e successiva età del ferro, come da ricerche degli anni ottanta[11], con la necropoli dell'età del ferro sita nei pressi del fiume Imele-Salto che scorre nei pressi dell'abitato; si tratta di tombe a tumulo in cui sono stati ritrovati una serie di oggetti in ferro e bronzo, quali fibule, spade e pettorali (conservate presso il museo archeologico nazionale d'Abruzzo di Chieti). La presenza di questa grande necropoli testimonia l'esistenza di un villaggio posto alla sommità del monte San Nicola, che sovrasta il borgo attuale.
Nel periodo preromano la zona era popolata da genti eque in perenne conflitto con i confinanti Marsi il cui territorio si estendeva intorno al lago del Fucino, poco distante da Scurcola. La scarsità delle risorse e la presenza di una fertile piana (Piani Palentini) erano alla base di questi contrasti. Nel momento in cui Roma emergeva tra le città-stato latine, per assurgere al ruolo di guida delle genti italiche, si scontrò anche con gli Equi che assoggettò in diverse campagne militari; nel territorio equo, sul confine di quello marso, realizzò la colonia di Alba Fucens, mentre il territorio scurcolano venne inserito nell'Ager publicus aequicolanus, riconducibile al contemporaneo Cicolano, data la vicinanza geografica e di relazioni con la valle del Salto. Nell'occasione il territorio di Scurcola fu inserito nella centuriazione albense realizzata a seguito della costituzione della colonia latina di Alba Fucens.
(Per ulteriori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Scurcola_Marsicana)