L'Aquila - Museo Nazionale d'Abruzzo
Il Museo Nazionale d’Abruzzo è un istituto relativamente moderno: fu inaugurato il 23 settembre 1951 nelle sale del Castello cinquecentesco dell’Aquila, alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
L’idea di far ospitare un Museo al poderoso edificio rinascimentale risaliva al 1943, ma nel 1946 il Ministero di Grazia e Giustizia ne reclamò l’uso per trasformare l’enorme fortezza in un carcere. A quella data, non esisteva ancora una raccolta statale di arte nella città dell’Aquila.
Nel 1947, su spinta delle autorità locali, in particolare del soprintendente, del sindaco, del presidente della Provincia e del Gruppo Artisti Aquilani, il Castello fu consegnato al Ministero della Pubblica Istruzione per diventare sede del nascente Museo Nazionale d’Abruzzo.
Un lungo e costoso restauro cancellò i segni della distruzione apportata dagli occupanti tedeschi in ritirata e dall’utilizzo dei suoi ambienti come prigione e deposito di munizioni.
La fondazione di un Museo in Abruzzo risultava fondamentale per “il salvataggio del superstite patrimonio” della regione e permetteva di gettare una luce nuova e necessaria allo studio dell’arte di questa parte d’Italia.
Tra il 1949 e il 1950 venne costituito il nucleo delle collezioni facendo confluire al Museo Nazionale d’Abruzzo anche le opere del Museo Civico, donate dal Comune dell’Aquila.
Fu istituita una sezione archeologica e andarono ad affiancare dipinti e sculture anche oreficerie prodotte dall’arte abruzzese tra il Medioevo e il Cinquecento, nonché una piccola raccolta di ceramiche di Castelli. Nel 1958 entrò a far parte delle collezioni il grande fossile di Mammuthus meridionalis da poco rinvenuto a Scoppito, in località Madonna della Strada.
Gli anni Sessanta del Novecento videro l’ampliarsi del numero di opere conservate nel Museo e il contestuale intervento di restauro sul Castello per guadagnare ulteriori spazi da destinare a deposito, a sala conferenze, a nuove sezioni di arte medievale, arte sacra e arte contemporanea.
