
Gioia dei Marsi
Descrizione
Le tracce e i ruderi dei vici (ocres in lingua marsa) di epoca preromana e romana di Vico, Rotale, La Castelluccia e Templo sono presenti in più punti del contemporaneo territorio comunale. Diversi centri fortificati formarono in epoca medievale un sistema difensivo di castelli-recinto. I Marsi, antico popolo italico, stanziarono prevalentemente nella zona sud orientale del lago Fucino in aree generalmente superiori ai 1000 m s.l.m. Il centro più rilevante, nonché municipium di epoca imperiale, fu la vicina Marruvium che, successivamente nota come Civitas Marsicana, mantenne il ruolo di città principale del territorio per un lungo periodo essendo stata il primo capoluogo della contea altomedievale dei Marsi e avendo ospitato la prima cattedrale della diocesi locale.
Il centro abitato originario, il contemporaneo borgo di Gioia Vecchio, fu edificato con ogni probabilità dopo l'invasione dei Saraceni durante il X secolo, quando gli abitanti dei tre villaggi di Templo, Campomizzo e Montagnano decisero di unirsi fondando o ampliando il centro ritenuto più sicuro, perché situato strategicamente in posizione dominante, lungo le vie di comunicazione poste tra il lago Fucino, la valle del Giovenco e l'Alto Sangro. Nell'Alto Medioevo il borgo fu incluso, unitamente alla contea marsicana, al ducato longobardo di Spoleto. Nel XII secolo, così come attestato dal Catalogo dei Baroni, fece parte della contea normanna di Celano, annessa insieme ad Albe e Carsoli al Regnum Siciliæ, risultando tra i feudi di Simone da Capistrello, signore di alcuni castelli-recinto del territorio insieme al fratello Crescenzio. Nel 1268 con la sconfitta della battaglia di Tagliacozzo terminò il dominio degli Svevi in favore degli Angioini che entrarono in possesso anche della contea celanese e della baronia di Pescina.